COMMEDIE E COMMEDIANTI Sette testi in dialetto Canepinese
SITO UFFICIALE Gruppo Spontaneo Canepinese "Teatro amatoriale dialettale"
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"Quèllo che sse semènde s'areccòje" Tre atti di Girolamo Pesciaroli - Regia G.S.C. 1985 COMMENTO: Quello che sse semènde s'areccoje" è un lavoro teatrale il cui titolo è ancora volutamente un proverbio. Crediamo,infatti che i proverbi siano l'espressione caratterizzante della cultura e della saggezza popolare, che esprimano concisamente il modo di sentire e di vivere gli avvenimenti da parte di una comunità. La giustizia che tradisce la verità, regalando in galera un innocente, può, a volte, generare sfiducia nelle istituzioni. In casi disperati e in certi periodi storici può addirittura spingere a collocarsi fuori di esse. Questa la storia di Meco, giovane fattore, accusato dal proprio padrone di aver rubato alcuni sacchi di castagne e ingiustamente condannato. La sua reazione sarà la fuga dal carcere insieme a dei briganti. Forse il caso, o forse un intervento miracoloso, lo salverà dalla vita di macchia e punirà l'arroganza del padrone. La vicenda si svolge negli anni che vanno dalla fine dello Stato pontificio alla costituzione dello Stato Italiano e il brigantaggio assume nella rappresentazione la connotazione che gli è propria nei racconti dei nostri nonni, in cui il brigante era visto in molti casi, come colui che si poneva ai margino della società, spinto dallo sdegno per qualche ingiustizia subita.
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