All'interno delle numerose iniziative di questa nuova edizione della Festa dell'Uva, Pianoscarano accoglie, in piazza Scotolatori, il Gruppo Spontaneo Canepinese (G.S.C.) con la commedia dialettale "Mejo tardi che mmai".
La compagnia nasce nell'autunno del 1980 anche se è all'inizio del 1981, con in mano un canovaccio teatrale, che si concretizzò il nucleo da cui sarebbe nato il Gruppo. L'iniziale traccia teatrale fu trasformata in un testo compiuto a cui si aggiunsero ulteriori battute durante la messa in scena. Era nata la commedia "Se ppè ccambà tocchè' morì", che successivamente fu arricchita da intermezzi musicali e portata fino al Teatro dell'Unione di Viterbo con larghi consensi.
La compagnia che vedremo in scena giovedì 22 alle 22 non è composta dalle stesse persone che diedero vita al Gruppo trent'anni fa: nel corso del tempo ci sono state scissioni e trasformazioni ma è rimasto immutato il desiderio di "vivacizzare il torpore canepinese" e di tramandare la storia della cittadina. Le commedie sono legate a fatti e racconti, relativi a un mondo che affonda le radici nella vecchia civiltà dove è presente una cultura naturale fatta di proverbi, superstizioni, religiosità e legata alla durezza di una vita fatta di miseria e di dolore.
I titoli delle commedie, come quella messa in scena domani sera, sono tutti ricavati da proverbi e nei dialoghi sono presenti termini ormai desueti ma che nella vita contadina erano di uso comune; gli spettacoli sono strutturati in tre atti, vivacizzati dall'esecuzione di brani musicali realizzati e curati da Pino Palazzolo. Non possiamo fare altro che invitarvi a vedere lo spettacolo. Inizia alle 22, ma se arrivate dopo (non troppo), non fa nulla... Mejo tardi che mmai!







