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Canepina

Chiesa di Santa Corona

Cenni Storici

Le vicende storiche che caratterizzano la storia di Canepina sono interessanti e ricche di importanti elementi che hanno segnato passo dopo passo, la crescita e lo sviluppo del paese fino ai giorni nostri. Determinare con precisione l'origine di Canepina, è risultato difficile e purtroppo non si è ancora arrivati a conclusioni certe. Comunque grazie al ritrovamento di numerosi reperti etrusco-romani, situati nelle zone limitrofe al paese, è possibile far risalire la presenza umana fin dai tempi degli antichi etruschi. Il nome Canepina non deriverebbe da Capena come si era soliti credere nei secoli XVII - XIX, ma sembra essere strettamente legato alla lavorazione della canapa che nel passato rappresentava un' importante fonte di ricchezza per gli abitanti del paese. La sua fondazione risale al 1058 ad opera della potente famiglia dei prefetti di Vico che per imporre la propria presenza, fece costruire un castello intorno all'anno Mille. Esso fu acquistato da Adriano IV all'inizio del XII secolo dividendo così territorio del Patrimonio di San Pietro. lo storico viterbese Giuseppe Signorelli ha messo in evidenza le tappe successive della storia del paese che così si possono riassumere: dal XII secolo si ha la testimonianza dell'esistenza di Canepina da una pergamena del 1174 in cui Cristiano di Magonza, accerta conferma a Viterbo l'esistenza del castello di Canepina. Inoltre nel 1207 Canepina è citata in una nota di possedimenti del monastero di S.Martino al Cimino. Nel corso del secolo il paese entrerà a far parte della giurisdizione di Viterbo che eserciterà il suo potere attraverso Potestà direttamente nominati. Nel 1365 la popolazione di Canepina si ribellò a questa sottomissione, ma i viterbesi recuperarono il castello,  imponendo ai suoi abitanti l'obbligo di fornire cereali, frutti e cerchi per le botti. Altro evento di grande importanza, è la sosta di papa Pio II di ritorno da un congresso a Mantova. Il pontefice nel mese di settembre 1460 si fermò infatti per alcuni giorni nel paese. Nei secoli seguenti la struttura urbanistica di Canepina cambiò notevolmente. Da un atto 1490, si viene così a conoscenza dell'esistenza di numerosissime chiese tra cui: S.Maria  (Collegiata ), S. Corona, S. Giovanni, S. Giovenale, e S. Maria del Fossatello. Nel 1487 vennero riparate le mura del paese includendo nella fortezza i borghi e aprendo tre porte, una nel castello, una verso Viterbo,e l'ultima a S. Sebastiano. Alla fine del XV secolo una grave pestilizia colpi Canepina che, oltre alla carestia che ne seguì, dovette anche subire i danni provocati  dall'avanzata dell'esercito degli Orsini che saccheggiò il paese. Nel 1507 vi fu un periodo di forti tensioni fra Soriano da una parte e Viterbo e Canepina dall'altra. per il dominio sui territori confinanti che si concluse grazie all'intervento di Giulio II. I confini Vennero stabiliti al Guado dell'Oriolo, distante due miglia sia da Canepina che da Soriano. Alla Morte di Adriano VI, la popolazione tentò di riconquistare l'indipendenza da Viterbo, ma il suo successore Clemente VII, con la scusa di sottrarla alle contese tra le fazioni, la fece amministrare dai suoi commissari. Dopo il sacco di Roma del 1527 , gli imperiali la sottrassero al governo pontificio e Canepina fu costretta a pagare una tassa a Ottaviano Spinti. Da un testamento del 1529, si ha notizia che Giovanni Paolo di Anguillara riuscì a recuperarla in favore della Chiesa e così si ritornò  ai vecchi patti con i viterbesi. Con l'elezione di Paolo III, il 2 aprile del 1544 il paese fu ammesso al ducato di Castro, pur continuando i dissidi con il comune di Viterbo che voleva venissero applicati gli antichi patti di sottomissione. Solo nel 1649 a Viterbo venne tolto ogni diritto su di essa, e il territorio venne incorporato alla camera Apostolica seguendo le sorti dello stato Pontificio e della diocesi di Orte - Civita Castellana. Durante l'epoca napoleonica, Canepina subì l'occupazione dell'esercito francese, ma per tutto questo periodo la popolazione dimostrò il suo attaccamento alla Chiesa in molti modi. In proposito è interessante un aneddoto riportato dallo storico Santini: il Papa Pio VI, preso prigioniero dai francesi, nell'inverno del 1799 attraversò Canepina nel suo viaggio verso la Francia. Arrivato a Viterbo, un soldato di Napoleone, rischiando la vita, gli si avvicinò per rendergli omaggio e baciargli la mano. Era un canonico di Canepina, travestito da militare. Successivamente i dodoci canonici con il vicario si rifiutarono di giurare fedeltà all'imperatore francese e per questo furono fatti prigionieri. Negli stessi giorni, racconta il Santini, tredici soldati furono trovati morti sulla scalinata della Collegiata. Dopo qust'atto di violenza, la gente non accettò il sacerdote imposta dai francesi e disertò tutte le funzioni celebrate dal " prete giurato" , fatto venire da Vignanello. Altra data importante nella storia del paese è il 3 giugno del 1859 quando papa Pio IX tolse Canepina alla diocesi di Orte e Civita Castellana e la aggregò a quella di viterbo che la prese in consegna il 3 dicembre del 1872, quando il vescovo Card. Serafini, nella sua visita pastorale alla diocesi, ci si recò ottenendo per la sua Chiesa Collegiata parte della reliquia di S. Corona. Infatti si può visitare la Chiesa di S. Giuseppe ora resataurata.

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