
Testo di Girolamo Pesciaroli
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"E' bbasso ppiù llungo de 'a zamba" è la rilettura in chiave brillante del periodo del boom economico che segnò l'avvio di un consumismo, molto spesso acritico, che portò a identificare il consumo con l'idea di progresso. L'oggetto cominciò a essere visto come status symbol, perché caricato di significati che vanno oltre la funzione e, quindi, rivelatore di uno stato sociale e culturale.
Se pur in chiave comica, il nostro lavoro vuole essere un invito alla riflessione su quegli anni, attraversati da cambiamenti sociali e di costume, profondi e significativi, che segnarono il passaggio dalla civiltà rurale a quella industriale. Quei cambiamenti possono avere valenza negativa o positiva a seconda di chi li giudica. Cosi è nella nostra storia che vede contrapposti, in tal senso, moglie e marito e in cui gli oggetti assurgono a protagonisti in quanto origine del contendere, in modo particolare la televisione, portatrice di immagini di un mondo non sempre reale, la cui presenza cambia le abitudini, alimenta, attraverso la pubblicità, il desiderio di consumo. Ciò può anche spingere ad acquistare, senza tener conto della propria realtà economica, provocando così situazioni al limite della legalità.
La rinuncia all'elettrodomestico avvierà il processo di riscatto della famiglia, che si riscopre tale nel ritrovato dialogo.
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