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Testo di Girolamo Pesciaroli
La commedia Finghè cc'è vvita...cc'è speranza è ambientata nei primi anni '70 ed è la storia di un'adozione internazionale vissuta e vista attraverso gli occhi di due nonni canepinesi. In quegli anni già si cominciava ad avvertire la crisi del mestiere del bottaio, tradizionale occupazione di molti canepinesi. Il bottaio Cesare e sua moglie Rosina, saputo della sterilità della propria figlia a seguito della vita ginecologica , sono costretti a vivere nel momento l'angoscia profonda per l'impossibilità a diventare nonni. La loro vita diventa un tormento, lì attanaglia un dolore profondo per la certezza che per loro non ci saranno eredi. La scelta della figlia di adottare un bambino per certi aspetti giunge speciale. Ma alla fine aggiungerà dubbi e incertezze alla penosa situazione; perplessità alimentate dalla paura e dai pregiudizi nei confronti del diverso.
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