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CORRIERE DI VITERBO Domenica, 21 settembre 1997 Al Gruppo spontaneo
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La Compagnia dialettale di Canepina si è classificata al primo posto al festival provinciale di teatro amatoriale |
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Tonino Foglietta (nei panni di donna) e Valter Palozzi, interpreti principali de "E bbasso ppiù llungo de a zzamba"scritta e diretta da Momo Pesciaroli, la commedia dialettale con la quale il " Gruppo spontaneo canepinese" si è aggiudicato il terzo Phersu d'argento. |
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VITERBO - Il "Gruppo spontaneo Canepinese" si è aggiudicato il Phersu d'argento festival provinciale del teatro amatoriale giunto alla terza edizione. La compagnia di Canepina, attiva da diciassette anni, ha presentato E bbasso ppiù llungo de a zzamba, scritto e diretto da Momo Pesciaroli. Una commedia brillante, la cui trama si snoda tra i primi goffi approcci di una famiglia Canepinese con il boom economico degli anni Sessanta. Il consumismo, sotto le sembianze di elettrodomestici, innesca un irreversibile processo di disfacimento di un modello di vita tramandato da padre in figlio, per generazioni. Un disfacimento al quale solo il padre, interpretato da Valter Palozzi, si oppone con tutte le sue forze. La moglie ( l'eclettico Tonino Foglietta), invece, è pronta a tutto per di avere in casa frigorifero, lavatrice,televisore. E proprio la televisione, attraverso i suoi messaggi, autoalimenta la voglia di consumi della donna, fino a spingerla a sacrificare sull'altare delle novità anche gli ultimi risparmi e ad andare oltre, fino alla firma delle cambiali. |
Né manca, nel testo di Pesciaroli, autore anche delle altre cinque commedie prodotte dal gruppo, un efficace accenno alla fuga dalla campagna desiderata, come da tutti giovani dell'epoca, dal figlio tornato trasformato e frastornato dal servizio militare svolto a Milano, la capitale della modernità. Alla fine, però, il falso incantesimo si rompe. La donna non è più in grado di pagare le cambiali; il marito scopre di essere pieno di debiti; le regole del mercato si fanno spietate. Per uscire dalla difficile situazione bisogna rinunciare ad una parte di benessere, viene sacrificata la televisione. Ma gli altri elettrodomestici restano in casa a fare da battistrada ad altre novità ammannite dal progresso. Anche il figlio si rende conto che il lavoro in fabbrica anziché in campagna può riservare brutte sorprese. Il padrone non paga, può licenziare come e quando vuole. Torna in campagna. Ma ormai sa che non è quella l'unica vita possibile, come è stato per il padre e per tutti i suoi antenati. Insomma è pronto a fuggire di nuovo alla prima occasione. Uno spaccato di vita Canepinese ricostruito anche attraverso una meticolosa ricerca sul dialetto, sulle usanze, sulle abitudini domestiche che, a ben vedere, sono il sale di una comunità. E proprio per questo lavoro è stato indicato nella motivazione del conferimento del premio dall'assessore provinciale alla cultura, Caterina De Cesaris. Nel corso del suo intervento, l'assessore ha annunciato che dal prossimo anno il Phersu verrà per così dire riformato. Probabilmente il festival provinciale patrocinato dalla Provincia e quello nazionale organizzato dal Comune verranno unificati.
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. Dovrebbe essere allestita un'unica grande rassegna nazionale articolata in più sezioni, una delle quali riservata al teatro dialettale. Impeccabile, come sempre l'organizzazione, curata dallo staff del teatro San Leonardo. Significativo anche il risultato del botteghino: alle sei rappresentazioni hanno assistito, in media, oltre cento spettatori. Roba da far invidia a manifestazioni più blasonate e, soprattutto, enormemente più costose. La serata si è conclusa con la consegna a tutte le compagnie di un attestato di partecipazione con la rappresentazione di un brano de E ' bbasso ppiù llungo de a zzamba. Subito dopo il Gruppo spontaneo Canepinese è partito per Fabrica di Roma, dove era in programma la stessa commedia. B.Mechelli |
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