PORTATI IN SCENA IL DIALETTO E L'ALLEGRIA POPOLARE
TOUR ESTIVO PER IL TEATRO DEL G.S.C.
PROSSIMA TAPPA A BASSANO ROMANO
CANEPINA- E' partito alla grande il tour estivo del gruppo teatrale spontaneo Canepinese.
Dopo un esordio travolgente in occasione delle festività di Santa Corona, i simpatici attori
si preparano di nuovo a incassare un tutto esaurito, nella prossima esibizione, domenica 31Maggio a Bassano Romano.
Il Gruppo Spontaneo Canepinese ( in sigla G.S.C.) nasce nel 1980 co l'intento di vivacizzareil monotono torpore della vita di paese.
La partenza con il primo spettacolo " Se ppe ccambà tocche morì " è da subito un successo.
Seguono momenti di pausa e di ripensamenti che portano all'elaborazione di un nuovo progetto:
partire dalla realtà quotidiana del passato per recuperare un'identità culturale sociale e salvaguardareil dialetto canepinese con le sue peculiarità fonetiche ed espressive.
Nasce così un nuovo stile che affonda le radici nella vecchia civiltà contadina in un mondo fatto di
proverbi, superstizioni e religiosità che permette di registrare un successo dopo l'altro, di pubblicoe di critica.
Gli spettacoli sono tutti strutturati in tre atti, vivacizzati dall'esecuzione di brani musicali realizzati da
Pino Palazzolo che sottolineano i momenti salienti delle commedie.
la commedia attualmente rappresentata è: E' DDIAVOLO FA E BBIGNANTTI MA E GGUPIERCHI
UN' I SA FA', che a ricevuto il premio speciale nella prima edizione del PHERSU' D'ARGENTO.
La storia è un ritratto della vita Canepinese degli inizi di questo secolo, uno spaccato sull'esistenza della
povera gente, i suoi usi, i suoi costumi, i suoi drammi e anche le sue meschinità.
Teressia, una povera tessitrice di canapa, decide, con l'aiuto di una comare esperta in arti occullte, o presunta
tale, di far sposare sua figlia Marietta con Peppe l'Ammastone, piccolo produttore di canapa, servendosi di una "pizzetta amorosa" .
Quando tutto è pronto il Caso fa un curioso intervento.
Sfondo storico di questa semplice vicenda e l'emigrazione in America intorno al 1910.
Simona Tenentini