Il Tempo

CRONACA DI VITERBO

VENERDI 28 DICEMBRE 1984

Lo Spettacolo Teatrale di Beneficenza

"Teatro Unione di Viterbo"

 

SUCCESSO DEL GRUPPO SPONTANEO CANEPINESE

 

 ARTICOLO DI 

Martino Morucci

Le finalità della serata ed il particolare interesse che nutriamo per le cose nostrane, quelle fatte con il "lansagnolo", tanto per rimanere nell'ambiente, ci hanno portato al teatro dell'Unione di Viterbo dove era in programma lo spettacolo della Solidarietà a beneficio dell'Avis, dell'Aido e del realizzando Soggiorno handicappati di Sutri.

Lo spettacolo è stato generosamente offerto dal Gruppo Spontaneo Canepinese, che ha presentato la commedia dialettale in tre atti "E DDIAVOLO FA E BBIGNATTI MA E GUPIERCHI  'U NI SA' FA'"

Questa commedia annunciata come uno spaccato di vita canepinese inizio Novecento, ha avuto uno svolgimento così scorrevole, semplice e piacevole, che ha finito per coinvolgere il pubblico presente (per la verità scarso rispetto a quello che avrebbe meritato il lavoro) che ha salutato con scroscianti applausi entrate  ed uscite di scena dei vari attori; e che ha riscontrato nel testo, molto efficace, la purtroppo perenne attualità di certe tristi regole di questa vita.

Un Commento musicale discreto ed appropriato ha costituito la più adatta cornice per un quadro veramente riuscito. Le prestazioni di tutti, con qualche eccezione in meglio che non citiamo di proposito, sono state all'altezza dello importante palcoscenico della UNIONE, calcato da grandissime personalità dello spettacolo.

Detto questo a proposito della riuscitissima manifestazione, ci piace soffermare l'attenzione sulla felice esperienza che vivono i componenti del Gruppo Spontaneo Canepinese. Una trentina di persone che vive ed opera, in diverse professioni e mestieri, in uno dei tanti piccoli centri della nostra Provincia Canepina, nel 1981 decidono di dare un senso ed un impegno al loro tempo libero; trovano nel teatro dialettale l'amalgama dei loro interessi. Portare sulla scena le cose semplici e care del loro paese e della loro gente diventa il loro obiettivo: si preparano testi compongono musiche.

Si lavora (molto, crediamo, per raggiungere certi risultati) con quali fini ? Lo stare insieme, ricercare nel passato lo specchio del nostro modo di vivere, la gioia di qualche applauso e, aggiungiamo noi con gratitudine, la soddisfazione di aver donato una serena serata.